Donazioni online per la parrocchia: cosa sapere
La Mia Parrocchia4 min di lettura
Sempre meno persone hanno contanti in tasca. La domenica, davanti al cestino delle offerte, c'è chi vorrebbe dare qualcosa e non può. C'è poi chi è lontano: un parrocchiano emigrato, un figlio che vuole sostenere la chiesa dei genitori, una famiglia che vorrebbe contribuire al tetto da rifare.
Le donazioni online non sostituiscono la busta in chiesa, ma la affiancano. Prima di attivarle, però, è giusto capire come funzionano.
Che cosa significa "donazione online"
Sul sito della parrocchia compare una pagina con un modulo. Il fedele sceglie un importo (di solito alcune cifre rapide, oppure un importo libero), paga con carta oppure con Apple Pay o Google Pay, e riceve una conferma. Tutto qui, senza creare un account.
La domanda importante è: dove vanno i soldi? In una soluzione fatta bene l'offerta arriva direttamente sul conto della parrocchia, e non transita per un conto di chi fornisce il software. Con La Mia Parrocchia i pagamenti passano da Stripe, un servizio di pagamento specializzato, collegato al conto bancario dell'ente: la parrocchia riceve l'accredito sul proprio IBAN, in genere nel giro di uno-tre giorni lavorativi.
Sicurezza: chi vede i dati della carta?
Un timore comune è che i dati della carta restino sul sito o nei computer della parrocchia. Non è così. Il fedele inserisce i dati nella pagina di pagamento sicura di Stripe, che li gestisce secondo gli standard del settore. Né la parrocchia né il fornitore del gestionale vedono o conservano il numero della carta.
Alla parrocchia restano le informazioni utili a tenere in ordine le offerte: importo, data, eventuale nome e messaggio di chi ha donato.
Due accorgimenti pratici:
- Attivate le donazioni solo dopo aver completato la verifica richiesta da Stripe (dati dell'ente e IBAN). È una procedura guidata, simile all'apertura di un conto.
- Se per un periodo non volete raccogliere offerte, potete sospendere le donazioni senza perdere la configurazione: al posto del modulo i fedeli leggono un invito a lasciare l'offerta in parrocchia.
Le ricevute
Per chi desidera una ricevuta da usare nella dichiarazione dei redditi, il modulo permette di richiederla. In quel caso servono nome, email e codice fiscale del donatore, perché senza di essi non si può emettere un documento valido. Il sistema genera una ricevuta in PDF con numerazione progressiva annuale e la invia per email.
Un consiglio: a chi dona senza richiedere la ricevuta non chiedete nulla. Meno dati si raccolgono, meglio è anche per la riservatezza. E per quanto riguarda la deducibilità o detraibilità delle offerte, che dipende dal tipo di ente e dalla situazione di ciascuno, fate riferimento al commercialista della parrocchia: la ricevuta è lo strumento, non la consulenza fiscale.
Quanto costa: le commissioni, in generale
Nessun pagamento online è gratuito. In generale ci sono due voci:
- La commissione del circuito di pagamento, trattenuta da chi processa la carta. Su Stripe, per le carte europee, è nell'ordine dell'1,5% più qualche decina di centesimi per transazione.
- L'eventuale contributo della piattaforma che mette a disposizione il modulo.
Su La Mia Parrocchia la prima voce va interamente a Stripe, senza ricarico; la seconda è del 2% sul piano Essenziale e dell'1% sul Premium. Le cifre aggiornate sono sempre nella pagina Prezzi.
Un esempio, con tutte le cifre indicative: su un'offerta da 50 euro, tra commissioni del circuito e contributo, alla parrocchia arriva una cifra di poco inferiore. Per le offerte molto piccole la quota fissa pesa di più in percentuale, ed è un buon motivo per suggerire importi non troppo bassi.
Trasparenza verso la comunità
Il tema più delicato non è tecnico, è di fiducia. Chi dona vuole sapere dove vanno i soldi. Alcune abitudini aiutano.
- Dite a cosa serve la raccolta. "Offerte per il tetto della chiesa" convince più di "sostieni la parrocchia".
- Rendicontate. Un aggiornamento periodico nel bollettino o nelle notizie del sito, con quanto raccolto e come è stato usato, costruisce fiducia per anni.
- Siate chiari sulle commissioni. Basta una riga: "Dalle offerte online vengono detratte le commissioni del circuito di pagamento".
- Non sostituite il gesto in chiesa. Presentate l'online come un'opportunità in più.
Come comunicarlo ai fedeli
Un modulo online che nessuno conosce non raccoglie nulla. Il link alla pagina delle donazioni può essere:
- scritto nel foglietto e nel bollettino;
- annunciato a fine Messa, con l'invito a inquadrare un codice QR;
- inserito negli avvisi del sito e in quelli per la raccolta straordinaria, come la festa patronale o un restauro.
Prima di attivare
Mettete in fila tre cose: i dati dell'ente e l'IBAN pronti per la verifica, la persona che seguirà le offerte e le ricevute, e una frase semplice da scrivere nella pagina per spiegare a che cosa servono i fondi. Poi provate voi stessi con una piccola offerta, per vedere il percorso con gli occhi del fedele.